Domani il governo apre il "tavolo" di discussione sulle pensioni con i sindacati. Sul tavolo stesso ci sono vari punti, tra i quali il famoso "scalone" della riforma Maroni, la revisione dei coefficienti di calcolo della pensione e l'età pensionabile (compresa quella per le donne). Sullo sfondo il continuo e inesorabile allungamento della vita media, che preme sul sistema come un'enorme massa d'acqua su una diga già crepata. Chi volesse avere un'idea di come si sono regolati all'estero, può leggersi l'analisi del caso Germania, dove sono state fatte varie riforme negli ultimi anni, l'ultima nel 2001 e dove il punto cardine è l'età pensionabile a 65 anni, sottoposta a una serie di incentivi e penalizzazioni, per chi vuole anticipare o posticipare il momento dell'andata a riposo.
Ecco un brano dello studio pubblicato oggi dalla voce.info:
" In Germania le pensioni sono pagate generalmente a 65 anni di età, ma è possibile ottenere una pensione anticipata oppure lavorare più a lungo e ricevere la pensione a un’età più avanzata. Prima del 1992 l’aggiustamento dei benefici all’età di pensionamento era soltanto implicito, avveniva attraverso il numero riconosciuto di anni di servizio. A partire dalla riforma del 1992, i 65 anni sono considerati l’età "cardine" per il calcolo dei benefici pensionistici. Per ciascun anno di pensionamento anticipato e fino a cinque anni, le pensioni sono ridotte del 3,6 per cento (in aggiunta all’effetto dei minori anni di servizio). La riforma del 1992 ha anche introdotto premi per pensionamenti posticipati in modo sistematico. Per ciascun anno di pensionamento posticipato dopo i 65 anni la pensione è aumentata di 5 punti percentuali in aggiunta all’incremento "naturale" indotto dalla crescita degli anni di servizio.
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martedì 8 maggio 2007
lunedì 9 aprile 2007
Qualcosa è cambiato

Quanti si rendono conto di quanto è cambiato l'orizzonte temporale della vita negli ultimi quaranta anni? Chi oggi ha 50 o 60 anni ha vissuto la propria infanzia in un periodo in cui l'aspettativa di vita era di 65-70 anni massimo. Mai avrebbe pensato di arrivare a questa età e di sentirsi ancora così giovane: il tempo si è "allungato" di quasi 15 anni. Adesso l'aspettativa di vita è ben oltre gli 80 anni. Chi nasce oggi, addirittura, ha un orizzonte temporale di circa 100 anni. Una vera rivoluzione.
Nel lavoro questa è l'età in cui si comincia a pensare che, prima o poi, ci spetterà una pensione. Eppure quasi nessuno di noi si sente pronto a fare il "pensionato"! Non c'è bisogno di esortare i cinquantenni a pensare a se stessi come ancora giovani: per molti questo è il momento in cui, finalmente, si può cominciare a fare, e a essere, ciò che si è sempre voluto. Ma come realizzarlo? Questo forse non è chiaro per tutti. E' su questo che bisogna lavorare, escogitare delle nuove strategie di crescita in un tempo in cui i nostri genitori tiravano i remi in barca. Esempi, storie, dati, prospettive, idee: qui cercherò di scoprire e raccontare tutto ciò che può servire a costruire dei nuovi percorsi. A vivere una vita in più.
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